Storia del marchio
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Levante Graziella 300 con tetto rialzabile

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L’assemblaggio dei due gusci
e la particolare  coibentazione delle Lander

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Lander 340 bicolore

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Gli interni in stile “nautico”  della Lander

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Lander 401 avorio a tetto alto 

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Lander Lineatre

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Planimetrie della Lander Lineatre

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Gli interni  della Lander Lineatre

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Lander Pierre Cardin 474

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Alcune fasi del processo costruttivo

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La Levante nasce a Vigonza (PD) e si contraddistingue da subito per la sua linea innovativa: la scocca delle sue caravan è realizzata in vetroresina, l’isolamento in poliuretano, le sue forme sono tondeggianti.
I primi modelli prodotti per il mercato italiano risalgono agli anni ’60. L’esordio si ha con la Levante Graziella 300.
Siamo in un epoca florida che, a seguito del boom economico, vede il paese motorizzarsi.
Aumenta la disponibilità di tempo libero e la crescente urbanizzazione permette la nascita del concetto di vacanza all’aria aperta come evasione dalla città che si va sempre più cementificando. Quest’esodo assume caratteristiche di vero e proprio spostamento delle popolazioni urbanizzate durante i fine settimana verso mete naturalistiche.
è in questo contesto che viene prodotta la Graziella 300, una piccola caravan lunga appena tre metri e pesante solo 400 kg (tanto da poter essere trainata con l’auto del momento, la Fiat 600) grazie anche ad un tetto sollevabile che ne aumentava l’abitabilità pur contenendone i pesi.
Pur essendo di peso e dimensioni così ridotte, la Levante Graziella offre tutto il necessario per le vacanze in due: una cucina, una dinette trasformabile in letto matrimoniale ed un guardaroba.
La sua forma arrotondata e la leggerezza associata alla robustezza sono le sue caratteristiche principali, dovute ad una particolare tecnologia costruttiva che prevede l’uso di un procedimento d’avanguardia: la scocca è realizzata con due gusci in vetroresina (PRFV), inattaccabili dagli agenti atmosferici e resistenti agli urti e di facile riparazione, uniti da un’unica giunzione perimetrale.
La coibentazione veniva assicurata dal poliuretano ad alta densità (PUE) a bassissimo coefficiente di conducibilità termica (0,04), iniettato con uno speciale procedimento. Internamente un rivestimento in Skai rifinisce l’abitacolo, garantendo impermeabilità ed elasticità. Inoltre le sue proprietà ignifughe e anticondensa lo rendono ancora più idoneo all’uso.
La maggior robustezza e l’assenza totale di ponti termici rispetto al diffuso sistema di assemblaggio a pannelli, rendevano questa caravan molto adatta ad un uso invernale, tanto da garantire una differenza di temperatura con l’esterno fino a 42°C.
Inoltre, la sua forma arrotondata e priva di spigoli ne garantisce l’aerodinamicità e la stabilità, permettendo anche un notevole risparmio di carburante, qualità indispensabili per chi si rivolgeva ad una caravan nata per viaggiare.
Nel 1973 il marchio Levante assume la nuova denominazione Lander. Le nuove caravan prodotte hanno il tetto fisso e la scocca bicolore fino al 1976, momento in cui assumeranno il classico colore avorio. I modelli disponibili sono 3: la Lander 340, la 401 e la 474. Tutte sono dotate di toilette, stufa Truma, cucina con frigo Electrolux.
Gli abitacoli sono eleganti e ben disegnati: i mobili arrotondati, di tonalità mogano, danno all’insieme un aspetto tipicamente “nautico” e nel complesso molto gradevole. Accurate le rifiniture e la robustezza dell’assemblaggio.
Nel 1978 la Lander cresce in altezza, pur conservando la caratteristica forma ad uovo, mentre il sottile bordo di giunzione dei due gusci viene sostituito da  uno più largo metallico con striscia parabordo in gomma centrale.
I modelli disponibili sono:
- la 340 con una dinette matrimoniale;
- la 401 n. posti 3+1, con dinette matrimoniale e dinette singola con cuccetta;
- la 474 n. posti 4+1, con due dinette matrimoniali di cui una a ferro di cavallo e una cuccetta.
Nel 1984 questo modello, ormai consolidato, cede il passo alla moda del momento che predilige forme più rettilinee. Nasce la nuova Lander Lineare, in un periodo in cui le vendite di caravan in Italia subiscono un sempre più veloce declino che porterà alla chiusura o alla riconversione di tutti i marchi italiani produttori di caravan.
Il canto del cigno della Lander si ha con l’uscita di un modello speciale: la Pierre Cardin, con il design firmato dal celebre stilista. è un modello molto accessoriato e di elevata qualità, ma anche molto costoso, una scelta forse non riuscitissima in un momento come questo.
Alla fine degli anni ‘80 la fabbrica della Lander produce le ultime caravan prima di essere riconvertita alla produzione di cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani.
Oggi le caravan Lander vantano molti estimatori e collezionisti, soprattutto nel nord Europa, che mantengono alto il prestigio di queste roulotte eccezionali per manovrabilità, solidità, leggerezza, e per una tecnica costruttiva davvero innovativa.


Intervista ad un responsabile della Lander

Il sig. Gianfranco Vianello è stato il responsabile della costruzione delle caravan Levante-Lander e, in un secondo tempo, l’addetto all’assistenza e all’istruzione del personale per le riparazioni per i concessionari di tutta Europa. Contattato da me personalmente, ha avuto la gentilezza di rispondere ad alcune domande, concedendomi un’intervista che considero davvero preziosa.
D.: In che periodo lei ha lavorato alla Lander?
R.:
 dal 1973 fino 1980 poi ho fatto assistenza sempre per loro fino 83 poi ho chiuso e cambiato attività.
D.: Quali modelli Lander si producevano in questo periodo?
R.:
Fino il 76-77 gli stessi modelli della ditta Levante, poi abbiamo modificato lo stampo della 330 con la 340 eliminato la 300 e costruito un nuovo stampo per la 401in seguito modificandone anche l’ altezza. Per quanto riguardano le date sono molto incerto, sa l’ età avanza e... L’ ultimo modello è stato la 474.

D.: è vero che i mobili erano progetto esclusivo Lander?
R.:
Si i mobili erano costruiti da una ditta individuale all’ interno della Lander.

D.: Per i componenti vi appoggiavate a ditte esterne o l’azienda produceva tutti i componenti?
R.:
I componenti erano forniti da ditte esterne.

D.: Più o meno quante caravan al giorno venivano prodotte?
R.:
Dal ‘77 all’80 ero responsabile io e si costruivano 8 caravan complete al giorno.

D.: Può descrivere sommariamente il processo costruttivo delle caravan Lander?
R.:
Cerchi di immaginare una padella, all’interno questa era trattata con della cera d’api per sei o sette volte. Veniva poi verniciata con resina colorata, in questo caso di bianco bicomponente, e il tutto messo in un forno a temperatura di circa 45 gradi.
Poi si passava alla resinatura che consisteva in un macchinario formato da una pistola che spruzzava la resina incolore. Lei ha presente come funziona la pistola del pittore di carrozzeria?Fa un getto verticale e si muove da destra a sinistra e viceversa. Questa invece aveva il getto orizzontale e sopra c’era una taglierina che tagliava un filo di lana di fibra di vetro e la depositava sopra il getto della resina, con dei rulli poi si faceva aderire il tutto sopra lo stampo colorato (la padella), riportato al forno e, una volta asciutto, con l’ aiuto dell’aria di un compressore si estraeva il guscio.
Ringrazio il sig. Gianfranco Vianello per la sua cortesia e gentilezza e per averci così chiaramente descritto il processo costruttivo davvero unico nel suo genere.
Susanna Missori


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