La Laverda nasce
a Trento agli inizi degli anni 70, attesterà
nel tempo l’alta qualità costruttiva e
di progettazione. L’uso di un’elevata
tecnologia e di materiali di prima qualità
sono gli elementi caratterizzanti della scocca
Laverda.
Sorvolando le primissime roulotte
Laverda e la serie chiocciola ancora ampiamente
visibile nei nostri campeggi, vale la pena
soffermarsi sulla rimasta ormai unica ed
ineguagliabile serie “televisore” (il soprannome viene dettato dalla forma
bombata del grande vetro panoramico posto
anteriormente) nella quale forme curve e
tondeggianti lasciano esclusivamente spazio
all’innovativo e moderno
“Grandangolo”.
Si tratta di una
serie costituita con misure da 3.50 m a 4.85 m con
due modelli dotati di un plus posteriore: la parete
retrostante poteva, infatti, ribaltarsi a pavimento
regalando un’intera stanza coperta da un
soffietto estendibile brevettato laverda di ben 4
mq offrendo così la possibilità di
creare 2-3 posti letto in più o una comoda
veranda per tavolo e sedie.
Le Laverda Grandangolo si affermano ben presto sul mercato
italiano nonostante sia un modello così
particolare e moderno che ancora oggi, dopo
più di 30 anni,
appare
futuristico.
Tecnicamente la Grandangolo poteva apparire come mezzo privo di
qualsiasi aereodinamicità, ma il trucco era
proprio in quel vetro che, avendo quella forma
arrotondata aveva dimostrato nella galleria del
vento una totale equità rispetto alle altre
caravan.
Anche internamente tale
avveniristica caravan racchiudeva un design unico e
modernissimo: dalla mancanza dei tendaggi,
sostituiti da veneziane, all’accostamento dei
colori quali il bianco, il rosso porpora, il verde
baccello.
Ancora una volta la prima caravan a
disporre di tavoli e divani totalmente circolari,
idea adottata solo recentemente da caravan di
altissima gamma quali Hobby, Fendt, LMC, ecc.
Ma le vere innovazioni
tecniche, ed il gran successo di vendite, va
sicuramente ricercato alla fine degli anni
‘70 con la presentazione della serie Ascot.
La
scocca si avvale di una modernissima tecnologia a
“iniezione”con schiuma poliuretanica.
Naturalmente la scocca
è autoportante, proprio grazie al
poliuretano che svolge anche la valida funzione di
coibente. La totale assenza di ossatura evita,
inoltre, i possibili ponti termici (causa di
condensa ed umidità) rendendo la
coibentazione omogenea.
Il rivestimento delle
pareti interne, come nella serie Grandangolo,
è affidato al compensato rivestito in
elegante tessuto simil-velluto, lavabile e
anticondensa.
Il telaio è realizzato con
profilati in acciaio ed i freni sono di tipo
meccanico.
Gli impianti sono costituiti da un
alimentatore che provvede alla trasformazione della
corrente (220v-12v). Immancabile nelle vecchie
caravan di alta gamma è il famoso pannello
di controllo posto sul lato cucina.
Altri elementi rilevanti,
soprattutto se si pensa che il progetto risale al
1978, sono i due sportelli esterni, posti in
corrispondenza delle cassapanche anteriori e
posteriori, ed i cestelli estraibili presenti nel
blocco cucina, peraltro di ottima
fattura.
La realizzazione del mobilio interno
non poteva che essere affidata a una ditta che
tutt’oggi è leader nel settore: la
TECNOFORM.
Nel 1979 la Laverda produce un
modello più aerodinamico, con la facciata
anteriore inclinata, tanto innovativa e ben
costruita da essere nominata caravan
dell’anno o degli “anni 80”: si
tratta della serie Brio.
La scocca resta quella
della sopra citata Ascot mentre l’interno,
ancora una volta avveniristico, in materiale
plastico tecnoformato estremamente leggero e
funzionale.
Nelle gamme offerte non
mancavano le serie economiche: Auriga e Grippa,
due caravan entry-level, internamente piuttosto spartane ma
sempre dotate di duro-scocca.
Andrea Zanini
Fonti: http:
//www.epidesign.it/laverda.html
Laverda serie Ascot
Laverda serie Blu