Storia del marchio
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Il fondatore della Sprite: Sam Alper


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la Streamlite Rover


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La Sprite 14


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La Sprite Musketeer


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La Sprite Alpine


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Sprite 400 del 1961


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Sprite Major del 1967


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Sprite Cadet


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Sprite Alpine del 1970


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la Sprite del 1972


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La Musketeer del '78 con il tipico pannello blu


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Musketeer del 1979


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Sprite Compact - 1981


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Sprite - 1982



Fonti:
http: //www.knowsley-caravans.co.uk
http: //www.witter-towbars.co.uk

Jenkinson A. (2003) Caravans:
The illustrated history from 1960


Gli anni degli esordi: 1947 - 1950
La storia della Sprite inizia nel 1947, quando la “Alperson Products” era solo una piccola fabbrica di Stratford, nell’East London.
Dopo aver lasciato l’Air Force nel 1947, Sam Alper si associò col fratello Henry per portare la sua esperienza nell’azienda come ingegnere elettronico, un titolo che aveva conseguito proprio durante il servizio militare.
Una delle sue prime imprese fu quella di realizzare una caravan per se stesso. La caravan che progettò non era leggera come quelle dell’epoca ma era piuttosto economica. Da ciò capì la potenzialità di avviare un’azienda che producesse caravan da turismo.
Entro un anno dal suo ingresso nell’azienda, Sam ne deteneva ormai il controllo mentre Henry aveva trovato altri interessi che lo portarono ben presto ad allontanarsi dal mondo della produzione di caravan.
Sam Alper, era molto soddisfatto dall’aver realizzato caravan robuste ma più leggere di tutte le altre in commercio, e ad un prezzo più contenuto, cosa che aveva permesso a migliaia di famiglie di possedere una caravan da turismo.
Riunendo mano d'opera professionale ed usando principalmente i ex materiali bellici e leggeri coibenti espansi, cominciò la produzione di una caravan da abbinare alle nuove automobili degli anni '50.
La sua prima produzione di caravan fu la Streamlite Rover: una caravan dalla forma piuttosto squadrata, con un tetto piatto che curvava con angolature strette davanti e dietro. Anche la linea del pavimento era piatta e le ruote erano semi-nascoste all’interno della struttura.
Era piuttosto leggera se comparata con le altre caravan delle stesse dimensioni, e facile da trainare. Il suo prezzo era di 190 sterline e i rivenditori pensavano fosse troppo economica per essere anche di qualità.
In un’intervista Alper ammise: “Era difficile a quei tempi convincere la clientela e il mondo delle caravan che i nostri modelli erano tanto economici quanto ben realizzati!”.
Ma Sam non si perse d’animo e cominciò a portare le sue caravan per strada, utilizzandole persino per far visita ai commercianti, testandole con prove di resistenza, facendole passare su percorsi accidentati, guadagnandosi infine quel rispetto che serviva all’azienda per essere presa seriamente in considerazione.
Quando una rivista francese bandì una gara fra tutte le aziende produttrici per un tour che partendo da Londra avrebbe attraversato l’Olanda, il Belgio, la Francia, la Germania e la Svizzera per finire in Italia a Firenze, Sam colse l’occasione per iscrivere Sprite alla competizione.
L’anno dopo Alper, Hoare (il suo co-pilota l'anno precedente) e Martin Lumby, il direttore di Caravan Magazine realizzarono il Tour del Mediterraneo di 10.000 miglia in trentatre giorni, durante i quali Alper riuscì a firmare diversi contratti di esportazione.
Il viaggio riportò un notevole successo: la Sprite aveva dimostrato il suo valore e aveva guadagnato il rispetto sia dei commercianti che della clientela.
I risultati riportati nei test e la pubblicità positiva dovuta alla risonanza dell’evento, proseguirono per molti anni, dando enormi benefici all'azienda.
Molte altre vittorie collezionate dalla Sprite, tanto che successivamente Sam scrisse un libro intitolato “Sprite. Storia di un successo” che dimostrava la durevolezza e l’efficacia delle sue realizzazioni.
Nel frattempo vennero prodotti altri modelli: il Ranger e l’Elf come tipologie di piccole dimensioni, mentre nel 1950 venne introdotta la Sprite Major.

Gli anni dell’espansione: 1951- 1960
Tra il 1951 e il 1957 si verificò una rapida espansione della compagnia e la produzione crebbe da 1000 a 2500 unità.
Nel 1953 venne lanciata la Sprite Colt, la caravan che puntava al mercato più economico. Il costo di produzione era di 229 sterline e il suo prezzo di vendita promozionale 199!
Dopo aver ottenuto un contributo governativo l’azienda venne rilocalizzata a Suffolk.
Nel 1956 venne lanciata la Sprite 14, il prototipo della Musketeer, mentre l’Alpine venne introdotta due anni dopo, nel 1958, soprattutto per l’esportazione, ma divenne subito modello di punta anche per il mercato interno.
L’Alperson Product’s Sprite caravan divenne una vera e propria istituzione e fu rinominata Sprite Ltd.
I nomi che Alper diede ai suoi modelli - Colt, Alpine, Musketeer e Major – per molti anni divennero sinonimi stessi di “caravan”.
Nella nuova fabbrica ad Oaks nel Newmarket i dipendenti superavano le cento unità.
Uno dei problemi che ora l'azienda si trovava ad affrontare era quello che durante i mesi invernali il lavoro calava e l’impresa si ritrovava economicamente esposta. Ciò significava che la mano d'opera doveva essere ridotta, e che l’azienda si sarebbe ritrovata sguarnita quando sarebbe tornata a dover produrre a ritmi più intensi.
Alper allora ebbe l'idea di produrre campi da giochi di calcio per i bambini (Soccerette) il che significava poter continuare ad impiegare il personale anche nei periodi di calo della richiesta, senza dovere reclutare nuovo personale alla ripresa della produzione.
L’azienda venne anche in parte utilizzata per la produzione di piccole imbarcazioni (le Sprite Dinghies) e mezzi elettrici per i campi da golf, pur rimanendo la produzione di caravan quella trainante.
Alper sempre attento nel rimanere leale al principio di contenimento i prezzi, preferì non appoggiarsi a fornitori esterni, ma sviluppare e realizzare all’interno dell’azienda la maggior parte dei componenti. Inoltre ridusse al 12% lo spreco dovuto al taglio del legname e dell’alluminio.
Nel mese di agosto del 1960 la Sprite Ltd. comprò i diritti di fabbricazione delle caravan Eccles dopo che l'azienda fu messa in vendita dal suo proprietario Bill Riley.
Dal 1960 il gruppo Sprite era in grado di offrire una gamma che comprendeva molti differenti formati: si iniziava con la Sprite 400 MK1 lanciata quell'anno come modello da 4 metri, e modelli di maggiori dimensioni dal nome ormai collaudato: Alpine, Musketeer e Major. Sprite inoltre lanciò e produsse casemobili: Sprite Monica, Elizabethan, Fenman ed Escort. Tuttavia, quest’ultima produzione diminuì verso la fine degli anni 60.
Sam Alper così raccontò in un'intervista: “Ero il responsabile della maggior parte dei progetti fino alla fine degli anni ’50 quando decisi che era tempo di allestire un settore di progettazione e sviluppo nell’azienda. Ho sempre creduto che bisognasse lasciar fare un lavoro a chi davvero sa farlo. Ho anche visto che è importante non solo instaurare un rapporto d’affari con i distributori, ma anche un rapporto di amicizia. Molti dei miei migliori amici sono anche i miei rivenditori europei che vedo e frequento regolarmente. Scendere in fabbrica era inoltre una priorità; familiarizzare con più persone possibili ed assicurarsi che i miei operai fossero felici significava garantire un alto rendimento”.
Inoltre Sam introdusse un servizio post-vendita per i pezzi di ricambio. Non era raro per i clienti che desiderano un pannello d'alluminio o una maniglia per una caravan vecchia di 20 anni ritrovarlo e poterlo ricomprare tranquillamente alla Sprite.

Gli anni ’60
Il 25 giugno 1961 un grosso incendio scoppiò nel reparto di produzione delle vernici, questo evento accade proprio in seguito ad una serie di problemi finanziari che l’azienda era riuscita a superare.
Ma Alper non si perse d’animo, ricevuto il tempo necessario dai suoi creditori, colse l’occasione per rivoluzionare completamente l'azienda, riorganizzandone l’intera struttura gestionale ed amministrativa.
All'esposizione “Earls Court Caravan Show” dello stesso anno, Sprite presentò il suo nuovo modello Musketeer al quale aveva legato 500 palloni aerostatici per dimostrarne la leggerezza.
Le prove di resistenza erano un’altra pubblicità importante per l'azienda ed ancora una volta vennero rapidamente realizzate.
Nel 1963 l'azienda si ampliò per altri 7.000 metri quadrati circa, arrivando ad un totale di 103.240 metri quadrati. Sprite ed Eccles potevano ora produrre oltre 10.000 caravan l'anno, delle quali 4.700 destinate all’esportazione.
Il 29 luglio di quell’anno si realizzò la fusione fra Sprite e Bluebird: nasceva così una nuova compagnia, chiamata Caravans International, e con essa la famosa CI, con Sam Alper direttore generale.
D’ora in avanti l'impero CI sarebbe cresciuto sempre più. Nel 1964 la CI assorbì la tedesca Wilk.
Poco più tardi, nel 1965, CI rilevò anche la Fairholme Caravan di Cardiff e l’intera operazione diede lavoro a più di 1000 operai che, a partire dai primi anni ’70, realizzeranno 35.000 caravan l'anno.
In quell’anno, con la CI che era ormai divenuta la più grande casa produttrice di caravan e case mobili, Alper si dedicò alla promozione dell’industria, anche attraverso l’offerta ai rivenditori di prestiti di cinque anni, così da garantire alla clientela agevolazioni e incentivi all’acquisto.
I rivenditori di Sprite, inoltre, vennero consigliati di far formare il loro personale presso la stessa fabbrica di Newmarket per addestrarli alle più recenti tecniche di assistenza post-vendita. Ma non fu tutto: Sprite realizzò filmati promozionali, che mostravano le fasi della progettazione, costruzione e controllo finale, per convincere sempre di più la sua clientela della bontà del prodotto.
Nel 1965 la gamma Sprite offriva un frigorifero di Electrolux LM10 come optional. Sprite inoltre offriva la Sprite ai clienti una versione base che poteva essere allestita dai clienti stessi.
Anche le soluzioni di interni erano originali e innovative. A volte addirittura precorrendo i tempi.
La Musketeer del 1966 a 5 posti era caratterizzata da un letto a ribalta sul retro che quando era ripiegato rendeva disponibile una seconda dinette. Ma dal 1967 questo tipo di letto sparì e non riapparve per più di 20 anni fino a che Fleetwood Caravan non decise di reintrodurlo.
Nel 1969 Sprite presentò una versione a 2 posti dell’Alpine, soprattutto per l’esportazione, con la porta sul lato destro come i modelli continentali, che però fu resa disponibile anche per il mercato anglosassone. Tuttavia i rivenditori non lo presentarono, non credendo nel prodotto e il modello fu ritirato l’anno successivo. L’alpine a due posti riapparve più tardi, nella storia della compagnia, e divenne un successo.
Alla fine degli anni ’60 solo la produzione di Alpine era arrivata a totalizzare ben 7.337 unità realizzate e vendute in appena 12 mesi!

Gli anni ‘70
Nel 1970, CI decise di accontentare anche i proprietari di piccole automobili lanciando la Cadet, con una scocca di 8,6 piedi. La porta era situata centralmente nella parte posteriore. Era dotata di un piccolo armadio, una cucina e una piccola dinette nella parte anteriore. Veniva venduta per sole 227 sterline.
Il primo modello lanciato possedeva un grande oblò in plastica sul tetto che ben presto gli fece acquisire il soprannome di ‘bubble top’.
Dopo una stagione il modello venne ritirato per poi essere rilanciato nel 1971 con una nuova copertura.
La linea della Sprite era cambiata poco durante gli anni 60, mentre per la produzione del 1970 venne adottata una nuova forma sia per la 400 che per l’Alpine.
La Sprite degli anni ‘60 era verde scuro, i nuovi modelli avevano un color menta peperita e le pannellature lucide che donarono alla Sprite un aspetto molto più elegante e moderno. Anche gli interni vennero completamente rinnovati con nuovi mobili con rivestimento termoresistente e nuovi pavimenti. La nuova linea venne usata, in seguito, per rinnovare anche il Musketeer e la Major, anche se entrambi questi modelli mantennero ancora il caratteristico profilo del tetto della Sprite a “collo di cigno”.
Nel 1972 Sprite decise di migliorare ancora più la sua gamma. I pannelli lisci sostituirono quelli goffrati introdotti nel 1970, l’ormai famoso verde Sprite venne abbandonato e sostituito con una fascia centrale beige chiaro, mentre i pannelli superiori e inferiori divennero bianchi. Il marchio Sprite fu posizionato sotto le finestre posteriori ed anteriori. L’arredamento, ulteriormente rivisitato, assunse una forma arrotondata sugli angoli (rifiniti con pannelli curvati a vapore), mentre le pareti interne, precedentemente bianche e disadorne, vennero abbellite con decori leggeri per rendere gli interni più caldi ed accoglienti.
Inoltre, per vincere la concorrenza, ad ogni cliente Sprite veniva offerto, a sole 50 sterline sul prezzo d’acquisto di una nuova caravan, il ‘Club’ pack, un insieme di optional che comprendevano: la pompa a pedale per l’acqua, la moquette, i lavabi in acciaio inox, il gavone per la bombola del gas, le luci al neon, ed infine le speciali decorazioni grafiche del Club.
Non contento di questa offerta, quando nel 1973 Alper celebrò il 25° anniversario della Sprite, lanciò un’edizione limitata dell’Alpine con i pannelli di rivestimento esterno bianchi con decori grafici argentati. Di questa serie ne vennero prodotte solo 100, una per ogni rivenditore autorizzato!
L’inflazione del 1973, l’aumento dei prezzi dei carburanti e l'introduzione dell'IVA, fecero lievitare il costo delle caravan da turismo (il prezzo di un Musketeer salì di 144 sterline in soli due anni!) con la conseguenza che molti rivenditori cominciarono a soffrire la crisi che il mercato innescava.
Nel 1974 la crisi del petrolio minacciò un razionamento della benzina. Per le aziende produttrici di caravan il panorama cambiò bruscamente e molte non sopravvissero che per pochi anni ancora.
La produzione di CI calò del 40% e 180 operai furono licenziati.
I rivenditori che cominciavano ad avere problemi finanziari, continuarono ad esporre i vecchi modelli invenduti senza ordinarne di nuovi.
Nel tentativo di rilanciare le vendite CI lanciò la Sprint del 1975, che riprendeva le stesse linee della Sprite. Questo modello, lungo 12 piedi, al costo di £700, era molto leggero e ancora più essenziale della Sprite e fu un vero successo, vendendo in una sola stagione più della ormai collaudatissima Alpine.
Dal 1977 Sprite volle ancora una volta rinnovare il look raccordando i due profili della Sprite e della Sprint nell'Aerial e la nuova Alpine caratterizzate da pannelli bianche e frontale bronzato, mentre la nuova Musketeer e Major venivano ridefinite da un pannello frontale e posteriore di color blu.
Nel 1979 viene lanciata la Super Sprite per la gamma Musketeer e Major con il frigorifero e la doppia-verniciatura di serie.

Gli anni ‘80
A questo punto ci sono una serie di notizie contraddittorie: alcune dicono che Alper lasciò la Sprite nel 1980, altre nel 1982. Qualunque sia stato l’anno, nessuno poté prevedere i problemi in cui lasciò l'azienda. Nel 1981 la gamma ricevette ulteriori ritocchi estetici all’esterno e venne lanciata come Sprite SV (Super Value). Un altro momento culminante si ebbe con l'introduzione della Sprite Compact con il tetto ribassabile per facilitarne il rimessaggio. La Compact fu sul mercato per soli 2 anni con un modello da 14 piedi ma a causa delle infiltrazioni d'acqua, dovute al tetto pop-up, ben presto questo modello fu ritirato dal mercato.
Questa storia potrebbe effettivamente terminare qui, quando a dicembre del 1982 la Caravans International crollò a causa di una produzione eccessiva, di modelli che venivano continuamente modificati e della recessione che ormai stava cominciando seriamente a sferrare i suoi colpi. Sprite riuscì ad aggirare abbastanza bene questi ostacoli, ma era davvero difficile resistere fra la fine degli anni 70 e il 1981 alla tempesta che si abbatté sull’economia.
Terry Read dell’ABI cercò di vedere se la sua azienda poteva acquistare Sprite e pianificò un incredibile piano di salvataggio. L'ex delegato nominò Patrick Bell direttore dell’azienda e con parecchi altri colleghi organizzò un programma di salvataggio con una compagnia finanziaria - la CIS - assieme all’associata Blackheath srl. La nuova azienda, conosciuta come CI Caravans, era paragonabile ad una sola divisione dell'ex azienda: il personale fu ridotto drasticamente come pure le dimensioni della fabbrica. Furono introdotti nuovi metodi di lavorazione per rispondere ad una domanda più ridotta ed ogni processo venne ridotto all'osso.
La produzione si fermò solo per il periodo natalizio. Il terreno di 45 acri fu ridimensionato a 8, la vecchia fabbrica fu venduta e la qualità fu innalzata. Il marchio Sprite per il momento era ancora una volta in buone mani.
Nel 1983 venne introdotta la Sprite Clubman e i colori della sua struttura furono schiariti fino al classico bianco con alcune decalcomanie lungo i lati. La Clubman in seguito venne rinominata Sprite GL per la stagione 1984.
Dal 1985, essendosi ormai stabilito definitivamente, il team CI dotò la gamma Sprite di moderni pneumatici radiali come non se ne erano mai visti. Il tetto a collo di cigno aveva lasciato il posto a un nuovo profilo piatto e stondato agli angoli e con il fronte inclinato.
Il porta bombole era ormai una dotazione standard e nella Sprite 400 venne reinserito.
Per incrementare ancor più le vendite venne lanciata la Sprite Finesse, che utilizzava i vecchi pannelli dell’anno precedente. Questa piccola roulotte (solo 10 piedi), dotata di quattro posti letto, senza toilette ed equipaggiata solo degli accessori essenziali, veniva venduta a meno di 2.000 sterline.
La situazione per l’azienda si era di nuovo rasserenata. Venne lanciato il modello Esprit, di livello superiore, e questo aiutò la compagnia a mantenere alti i profitti.
La gamma Sprite venne ulteriormente migliorata nel 1987 con la Sprite XL mentre la compagnia si avviava a celebrare il suo 40° anniversario. Gli interni potevano essere scelti in due varianti: standard e soft con arredi in legno tinto grigio. Questa idea fu successivamente ripresa dai modelli Europa apparsi nel 1994.

Gli anni ‘90
Siamo infine giunti alla storia recente (vi avevo detto che la storia della Sprite poteva essere assimilata alla storia delle caravan stesse in Europa, tanto è articolata e complessa).
Nel 1991 CI Caravans si trova nuovamente in dissesti finanziari e nel 1991 il nome CI scompare per lasciare il posto alla Sprite Leisure Limited una nuova compagnia scandinava con esperienza nel settore caravanistico.
Nel 1994 venne lanciata la Sprite Clubman e reintrodotta la gamma Europa, abbandonata nel 1984. Con un test di resistenza (come ai vecchi tempi), l’Europa si segnalò subito come un successo.
Con l’incremento delle vendite, la compagnia balzò in vetta e con un annuncio a sorpresa venne acquistata dalla Swift Leisure per una somma segreta.
L’anno seguente Swift rinominò l’azienda Sterling Caravans e limitò il nome Sprite ai soli modelli base.
Nel 1995 Swift abolì il nome Sprite dalla gamma Sterling l’anno prima del suo 50° anniversario.
Nel 1997 l’azienda di Newmarket venne chiusa e venduta ad un industriale che ne fece un centro affari.
Senza dubbio dobbiamo ringraziare Sam Alper se le caravan oggi sono quel che sono. Questo signore rimarrà alla storia come uno dei più grandi pionieri del settore caravanistico, a fianco a Gordon Stables, ideatore di questo meraviglioso veicolo ricreazionale, con la sua prima caravan Wanderer.