Gli anni degli esordi: 1947 -
1950
La storia della Sprite inizia
nel 1947, quando la “Alperson Products”
era solo una piccola fabbrica di Stratford,
nell’East London.
Dopo aver lasciato l’Air
Force nel 1947, Sam Alper si associò col
fratello Henry per portare la sua esperienza
nell’azienda come ingegnere elettronico, un
titolo che aveva conseguito proprio durante il
servizio militare.
Una delle sue prime imprese fu
quella di realizzare una caravan per se stesso. La
caravan che progettò non era leggera come
quelle dell’epoca ma era piuttosto economica.
Da ciò capì la potenzialità di
avviare un’azienda che producesse caravan da
turismo.
Entro un anno dal suo ingresso
nell’azienda, Sam ne deteneva ormai il
controllo mentre Henry aveva trovato altri
interessi che lo portarono ben presto ad
allontanarsi dal mondo della produzione di caravan.
Sam Alper, era molto
soddisfatto dall’aver realizzato caravan
robuste ma più leggere di tutte le altre in
commercio, e ad un prezzo più contenuto,
cosa che aveva permesso a migliaia di famiglie di
possedere una caravan da turismo.
Riunendo mano d'opera
professionale ed usando principalmente i ex
materiali bellici e leggeri coibenti espansi,
cominciò la produzione di una caravan da
abbinare alle nuove automobili degli anni '50.
La sua prima produzione di
caravan fu la Streamlite
Rover: una caravan
dalla forma piuttosto squadrata, con un tetto
piatto che curvava con angolature strette davanti e
dietro. Anche la linea del pavimento era piatta e
le ruote erano semi-nascoste all’interno
della struttura.
Era piuttosto leggera se
comparata con le altre caravan delle stesse
dimensioni, e facile da trainare. Il suo prezzo era
di 190 sterline e i rivenditori pensavano fosse
troppo economica per essere anche di
qualità.
In un’intervista Alper
ammise: “Era
difficile a quei tempi convincere la clientela e il
mondo delle caravan che i nostri modelli erano
tanto economici quanto ben realizzati!”.
Ma Sam non si perse
d’animo e cominciò a portare le sue
caravan per strada, utilizzandole persino per far
visita ai commercianti, testandole con prove di
resistenza, facendole passare su percorsi
accidentati, guadagnandosi infine quel rispetto che
serviva all’azienda per essere presa
seriamente in considerazione.
Quando una rivista francese
bandì una gara fra tutte le aziende
produttrici per un tour che partendo da Londra
avrebbe attraversato l’Olanda, il Belgio, la
Francia, la Germania e la Svizzera per finire in
Italia a Firenze, Sam colse l’occasione per
iscrivere Sprite alla competizione.
L’anno dopo Alper, Hoare
(il suo co-pilota l'anno precedente) e Martin
Lumby, il direttore di Caravan Magazine
realizzarono il Tour del Mediterraneo di 10.000
miglia in trentatre giorni, durante i quali Alper
riuscì a firmare diversi contratti di
esportazione.
Il viaggio riportò un
notevole successo: la Sprite aveva dimostrato il
suo valore e aveva guadagnato il rispetto sia dei
commercianti che della clientela.
I risultati riportati nei test
e la pubblicità positiva dovuta alla
risonanza dell’evento, proseguirono per molti
anni, dando enormi benefici all'azienda.
Molte altre vittorie
collezionate dalla Sprite, tanto che
successivamente Sam scrisse un libro intitolato
“Sprite. Storia di
un successo” che
dimostrava la durevolezza e l’efficacia delle
sue realizzazioni.
Nel frattempo vennero prodotti
altri modelli: il Ranger e l’Elf come
tipologie di piccole dimensioni, mentre nel 1950
venne introdotta la Sprite
Major.
Gli anni dell’espansione:
1951- 1960
Tra il 1951 e il 1957 si
verificò una rapida espansione della
compagnia e la produzione crebbe da 1000 a 2500
unità.
Nel 1953 venne lanciata la Sprite Colt, la caravan che puntava al mercato
più economico. Il costo di produzione era di
229 sterline e il suo prezzo di vendita
promozionale 199!
Dopo aver ottenuto un
contributo governativo l’azienda venne
rilocalizzata a Suffolk.
Nel 1956 venne lanciata la Sprite 14, il prototipo della Musketeer, mentre
l’Alpine venne introdotta due anni
dopo, nel 1958, soprattutto per
l’esportazione, ma divenne subito modello di
punta anche per il mercato interno.
L’Alperson
Product’s Sprite caravan divenne una vera e
propria istituzione e fu rinominata Sprite Ltd.
I nomi che Alper diede ai suoi
modelli - Colt, Alpine, Musketeer e Major –
per molti anni divennero sinonimi stessi di “caravan”.
Nella nuova fabbrica ad Oaks
nel Newmarket i dipendenti superavano le cento
unità.
Uno dei problemi che ora
l'azienda si trovava ad affrontare era quello che
durante i mesi invernali il lavoro calava e
l’impresa si ritrovava economicamente
esposta. Ciò significava che la mano d'opera
doveva essere ridotta, e che l’azienda si
sarebbe ritrovata sguarnita quando sarebbe tornata
a dover produrre a ritmi più intensi.
Alper allora ebbe l'idea di
produrre campi da giochi di calcio per i bambini
(Soccerette) il che significava poter continuare ad
impiegare il personale anche nei periodi di calo
della richiesta, senza dovere reclutare nuovo
personale alla ripresa della produzione.
L’azienda venne anche in
parte utilizzata per la produzione di piccole
imbarcazioni (le Sprite Dinghies) e mezzi elettrici
per i campi da golf, pur rimanendo la produzione di
caravan quella trainante.
Alper sempre attento nel
rimanere leale al principio di contenimento i
prezzi, preferì non appoggiarsi a fornitori
esterni, ma sviluppare e realizzare
all’interno dell’azienda la maggior
parte dei componenti. Inoltre ridusse al 12% lo
spreco dovuto al taglio del legname e
dell’alluminio.
Nel mese di agosto del 1960 la
Sprite Ltd. comprò i diritti di
fabbricazione delle caravan
Eccles dopo che
l'azienda fu messa in vendita dal suo proprietario
Bill Riley.
Dal 1960 il gruppo Sprite era
in grado di offrire una gamma che comprendeva molti
differenti formati: si iniziava con la Sprite 400 MK1 lanciata quell'anno come modello da 4
metri, e modelli di maggiori dimensioni dal nome
ormai collaudato:
Alpine, Musketeer e Major.
Sprite inoltre lanciò e produsse casemobili:
Sprite Monica,
Elizabethan, Fenman ed Escort. Tuttavia, quest’ultima produzione
diminuì verso la fine degli anni 60.
Sam Alper così
raccontò in un'intervista: “Ero il responsabile della maggior
parte dei progetti fino alla fine degli anni
’50 quando decisi che era tempo di allestire
un settore di progettazione e sviluppo
nell’azienda. Ho sempre creduto che
bisognasse lasciar fare un lavoro a chi davvero sa
farlo. Ho anche visto che è importante non
solo instaurare un rapporto d’affari con i
distributori, ma anche un rapporto di amicizia.
Molti dei miei migliori amici sono anche i miei
rivenditori europei che vedo e frequento
regolarmente. Scendere in fabbrica era inoltre una
priorità; familiarizzare con più
persone possibili ed assicurarsi che i miei operai
fossero felici significava garantire un alto
rendimento”.
Inoltre Sam introdusse un servizio post-vendita per i pezzi di ricambio. Non
era raro per i clienti che desiderano un pannello
d'alluminio o una maniglia per una caravan vecchia
di 20 anni ritrovarlo e poterlo ricomprare
tranquillamente alla Sprite.
Gli anni ’60
Il 25 giugno 1961 un grosso
incendio scoppiò nel reparto di produzione
delle vernici, questo evento accade proprio in
seguito ad una serie di problemi finanziari che
l’azienda era riuscita a superare.
Ma Alper non si perse
d’animo, ricevuto il tempo necessario dai
suoi creditori, colse l’occasione per
rivoluzionare completamente l'azienda,
riorganizzandone l’intera struttura
gestionale ed amministrativa.
All'esposizione “Earls Court Caravan Show” dello stesso anno, Sprite
presentò il suo nuovo modello Musketeer al quale aveva legato 500 palloni
aerostatici per dimostrarne la leggerezza.
Le prove di resistenza erano
un’altra pubblicità importante per
l'azienda ed ancora una volta vennero rapidamente
realizzate.
Nel 1963 l'azienda si
ampliò per altri 7.000 metri quadrati circa,
arrivando ad un totale di 103.240 metri quadrati.
Sprite ed Eccles potevano ora produrre oltre 10.000
caravan l'anno, delle quali 4.700 destinate
all’esportazione.
Il 29 luglio di
quell’anno si realizzò la fusione fra
Sprite e Bluebird: nasceva così una nuova
compagnia, chiamata Caravans International, e con
essa la famosa CI, con Sam Alper direttore
generale.
D’ora in avanti l'impero
CI sarebbe cresciuto sempre più. Nel 1964 la
CI assorbì la tedesca Wilk.
Poco più tardi, nel
1965, CI rilevò anche la Fairholme Caravan
di Cardiff e l’intera operazione diede lavoro
a più di 1000 operai che, a partire dai
primi anni ’70, realizzeranno 35.000 caravan
l'anno.
In quell’anno, con la CI
che era ormai divenuta la più grande casa
produttrice di caravan e case mobili, Alper si
dedicò alla promozione dell’industria,
anche attraverso l’offerta ai rivenditori di
prestiti di cinque anni, così da garantire
alla clientela agevolazioni e incentivi
all’acquisto.
I rivenditori di Sprite,
inoltre, vennero consigliati di far formare il loro
personale presso la stessa fabbrica di Newmarket
per addestrarli alle più recenti tecniche di
assistenza post-vendita. Ma non fu tutto: Sprite
realizzò filmati promozionali, che
mostravano le fasi della progettazione, costruzione
e controllo finale, per convincere sempre di
più la sua clientela della bontà del
prodotto.
Nel 1965 la gamma Sprite
offriva un frigorifero di Electrolux LM10 come
optional. Sprite inoltre offriva la Sprite ai
clienti una versione base che poteva essere
allestita dai clienti stessi.
Anche le soluzioni di interni
erano originali e innovative. A volte addirittura
precorrendo i tempi.
La Musketeer del 1966 a 5
posti era caratterizzata da un letto a ribalta sul
retro che quando era ripiegato rendeva disponibile
una seconda dinette. Ma dal 1967 questo tipo di
letto sparì e non riapparve per più
di 20 anni fino a che Fleetwood Caravan non decise
di reintrodurlo.
Nel 1969 Sprite
presentò una versione a 2 posti
dell’Alpine, soprattutto per
l’esportazione, con la porta sul lato destro
come i modelli continentali, che però fu
resa disponibile anche per il mercato anglosassone.
Tuttavia i rivenditori non lo presentarono, non
credendo nel prodotto e il modello fu ritirato
l’anno successivo. L’alpine a due posti
riapparve più tardi, nella storia della
compagnia, e divenne un successo.
Alla fine degli anni ’60
solo la produzione di Alpine era arrivata a
totalizzare ben 7.337 unità realizzate e
vendute in appena 12 mesi!
Gli anni ‘70
Nel 1970, CI decise di
accontentare anche i proprietari di piccole
automobili lanciando la Cadet, con una
scocca di 8,6 piedi. La porta era situata
centralmente nella parte posteriore. Era dotata di
un piccolo armadio, una cucina e una piccola
dinette nella parte anteriore. Veniva venduta per
sole 227 sterline.
Il primo modello lanciato
possedeva un grande oblò in plastica sul
tetto che ben presto gli fece acquisire il
soprannome di ‘bubble top’.
Dopo una stagione il modello
venne ritirato per poi essere rilanciato nel 1971
con una nuova copertura.
La linea della Sprite era
cambiata poco durante gli anni 60, mentre per la
produzione del 1970 venne adottata una nuova forma
sia per la 400 che per l’Alpine.
La Sprite degli anni ‘60
era verde scuro, i nuovi modelli avevano un color
menta peperita e le pannellature lucide che
donarono alla Sprite un aspetto molto più
elegante e moderno. Anche gli interni vennero
completamente rinnovati con nuovi mobili con
rivestimento termoresistente e nuovi pavimenti. La
nuova linea venne usata, in seguito, per rinnovare
anche il Musketeer e la Major, anche se entrambi questi modelli
mantennero ancora il caratteristico profilo del
tetto della Sprite a “collo di cigno”.
Nel 1972 Sprite decise di
migliorare ancora più la sua gamma. I
pannelli lisci sostituirono quelli goffrati
introdotti nel 1970, l’ormai famoso verde
Sprite venne abbandonato e sostituito con una
fascia centrale beige chiaro, mentre i pannelli
superiori e inferiori divennero bianchi. Il marchio
Sprite fu posizionato sotto le finestre posteriori
ed anteriori. L’arredamento, ulteriormente
rivisitato, assunse una forma arrotondata sugli
angoli (rifiniti con pannelli curvati a vapore),
mentre le pareti interne, precedentemente bianche e
disadorne, vennero abbellite con decori leggeri per
rendere gli interni più caldi ed
accoglienti.
Inoltre, per vincere la
concorrenza, ad ogni cliente Sprite veniva offerto,
a sole 50 sterline sul prezzo d’acquisto di
una nuova caravan, il ‘Club’ pack, un
insieme di optional che comprendevano: la pompa a
pedale per l’acqua, la moquette, i lavabi in
acciaio inox, il gavone per la bombola del gas, le
luci al neon, ed infine le speciali decorazioni
grafiche del Club.
Non contento di questa
offerta, quando nel 1973 Alper celebrò il
25° anniversario della Sprite, lanciò
un’edizione limitata dell’Alpine con i
pannelli di rivestimento esterno bianchi con decori
grafici argentati. Di questa serie ne vennero
prodotte solo 100, una per ogni rivenditore
autorizzato!
L’inflazione del 1973,
l’aumento dei prezzi dei carburanti e
l'introduzione dell'IVA, fecero lievitare il costo
delle caravan da turismo (il prezzo di un Musketeer
salì di 144 sterline in soli due anni!) con
la conseguenza che molti rivenditori cominciarono a
soffrire la crisi che il mercato innescava.
Nel 1974 la crisi del petrolio
minacciò un razionamento della benzina. Per
le aziende produttrici di caravan il panorama
cambiò bruscamente e molte non sopravvissero
che per pochi anni ancora.
La produzione di CI
calò del 40% e 180 operai furono licenziati.
I rivenditori che cominciavano
ad avere problemi finanziari, continuarono ad
esporre i vecchi modelli invenduti senza ordinarne
di nuovi.
Nel tentativo di rilanciare le
vendite CI lanciò la Sprint del
1975, che riprendeva le stesse linee della Sprite.
Questo modello, lungo 12 piedi, al costo di
£700, era molto leggero e ancora più
essenziale della Sprite e fu un vero successo,
vendendo in una sola stagione più della
ormai collaudatissima Alpine.
Dal 1977 Sprite volle ancora
una volta rinnovare il look raccordando i due
profili della Sprite e della Sprint nell'Aerial e
la nuova Alpine caratterizzate da pannelli bianche
e frontale bronzato, mentre la nuova Musketeer e
Major venivano ridefinite da un pannello frontale e
posteriore di color blu.
Nel 1979 viene lanciata la Super Sprite per la gamma Musketeer e Major con
il frigorifero e la doppia-verniciatura di serie.
Gli anni ‘80
A questo punto ci sono una
serie di notizie contraddittorie: alcune dicono che
Alper lasciò la Sprite nel 1980, altre nel
1982. Qualunque sia stato l’anno, nessuno
poté prevedere i problemi in cui
lasciò l'azienda. Nel 1981 la gamma
ricevette ulteriori ritocchi estetici
all’esterno e venne lanciata come Sprite SV (Super Value). Un altro momento
culminante si ebbe con l'introduzione della Sprite Compact con il tetto ribassabile per
facilitarne il rimessaggio. La Compact fu sul
mercato per soli 2 anni con un modello da 14 piedi
ma a causa delle infiltrazioni d'acqua, dovute al
tetto pop-up, ben presto questo modello fu ritirato
dal mercato.
Questa storia potrebbe
effettivamente terminare qui, quando a dicembre del
1982 la Caravans
International crollò
a causa di una produzione eccessiva, di modelli che
venivano continuamente modificati e della
recessione che ormai stava cominciando seriamente a
sferrare i suoi colpi. Sprite riuscì ad
aggirare abbastanza bene questi ostacoli, ma era
davvero difficile resistere fra la fine degli anni
70 e il 1981 alla tempesta che si abbatté
sull’economia.
Terry Read dell’ABI
cercò di vedere se la sua azienda poteva
acquistare Sprite e pianificò un incredibile
piano di salvataggio. L'ex delegato nominò
Patrick Bell direttore dell’azienda e con
parecchi altri colleghi organizzò un
programma di salvataggio con una compagnia
finanziaria - la CIS - assieme all’associata
Blackheath srl. La nuova azienda, conosciuta come
CI Caravans, era paragonabile ad una sola divisione
dell'ex azienda: il personale fu ridotto
drasticamente come pure le dimensioni della
fabbrica. Furono introdotti nuovi metodi di
lavorazione per rispondere ad una domanda
più ridotta ed ogni processo venne ridotto
all'osso.
La produzione si fermò
solo per il periodo natalizio. Il terreno di 45
acri fu ridimensionato a 8, la vecchia fabbrica fu
venduta e la qualità fu innalzata. Il
marchio Sprite per il momento era ancora una volta
in buone mani.
Nel 1983 venne introdotta la Sprite Clubman e i colori della sua struttura
furono schiariti fino al classico bianco con alcune
decalcomanie lungo i lati. La Clubman in seguito
venne rinominata Sprite GL per la stagione 1984.
Dal 1985, essendosi ormai
stabilito definitivamente, il team CI dotò
la gamma Sprite di moderni pneumatici radiali come
non se ne erano mai visti. Il tetto a collo di
cigno aveva lasciato il posto a un nuovo profilo
piatto e stondato agli angoli e con il fronte
inclinato.
Il porta bombole era ormai una
dotazione standard e nella Sprite 400 venne
reinserito.
Per incrementare ancor
più le vendite venne lanciata la Sprite Finesse, che utilizzava i vecchi pannelli
dell’anno precedente. Questa piccola roulotte
(solo 10 piedi), dotata di quattro posti letto,
senza toilette ed equipaggiata solo degli accessori
essenziali, veniva venduta a meno di 2.000
sterline.
La situazione per
l’azienda si era di nuovo rasserenata. Venne
lanciato il modello Esprit, di livello superiore, e
questo aiutò la compagnia a mantenere alti i
profitti.
La gamma Sprite venne
ulteriormente migliorata nel 1987 con la Sprite XL
mentre la compagnia si avviava a celebrare il suo
40° anniversario. Gli interni potevano essere
scelti in due varianti: standard e soft con arredi
in legno tinto grigio. Questa idea fu
successivamente ripresa dai modelli Europa apparsi
nel 1994.
Gli anni ‘90
Siamo infine giunti alla
storia recente (vi avevo detto che la storia della
Sprite poteva essere assimilata alla storia delle
caravan stesse in Europa, tanto è articolata
e complessa).
Nel 1991 CI Caravans si trova
nuovamente in dissesti finanziari e nel 1991 il
nome CI scompare per lasciare il posto alla Sprite Leisure Limited una nuova compagnia scandinava
con esperienza nel settore caravanistico.
Nel 1994 venne lanciata la Sprite Clubman e reintrodotta la gamma Europa,
abbandonata nel 1984. Con un test di resistenza
(come ai vecchi tempi), l’Europa si
segnalò subito come un successo.
Con l’incremento delle
vendite, la compagnia balzò in vetta e con
un annuncio a sorpresa venne acquistata dalla Swift Leisure per una somma segreta.
L’anno seguente Swift
rinominò l’azienda Sterling Caravans e limitò il nome Sprite ai
soli modelli base.
Nel 1995 Swift abolì il
nome Sprite dalla gamma Sterling l’anno prima
del suo 50° anniversario.
Nel 1997 l’azienda di
Newmarket venne chiusa e venduta ad un industriale
che ne fece un centro affari.
Senza dubbio dobbiamo
ringraziare Sam Alper se le caravan oggi sono quel
che sono. Questo signore rimarrà alla storia
come uno dei più grandi pionieri del settore
caravanistico, a fianco a Gordon Stables, ideatore
di questo meraviglioso veicolo ricreazionale, con
la sua prima caravan Wanderer.