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Storia della Levante - Lander

 

 

Gli esordi negli anni ‘60

La Levante nasce a Vigonza (PD) e si contraddistingue da subito per la sua linea innovativa: la scocca delle sue caravan è realizzata in vetroresina, l’isolamento in poliuretano, le sue forme sono tondeggianti.

I primi modelli prodotti per il mercato italiano risalgono agli anni ’60.

Le prime ad essere lanciate sono la Levante  Trottolina e la Levante Olimpiade.

La prima, più economica e trainabile anche da una Fiat 500, ha un peso di soli 200 kg, la seconda, pesante 350 kg, presenta degli allestimenti più ricchi e curati.

 

Levante Trottolina e Olimpiade in due pubblicità del 1960

 

Gli eleganti interni di una Levante Olimpiade

 

Siamo in un epoca florida che, a seguito del boom economico, vede il paese motorizzarsi. Aumenta la disponibilità di tempo libero mentre la crescente urbanizzazione permette la nascita del concetto di vacanza all’aria aperta intesa come evasione dalla città che si va sempre più cementificando. Quest’esodo assume caratteristiche di vero e proprio spostamento delle popolazioni urbanizzate durante i fine settimana verso mete naturalistiche.

E’ in questo contesto che viene prodotta la Graziella 300, una piccola caravan lunga appena tre metri e pesante solo 400 kg con un tetto sollevabile che ne aumenta l’abitabilità  (aperto fa acquistare 20 cm in più di altezza) contenendone i pesi.

Pur essendo di peso e dimensioni così ridotte, la Levante Graziella offre tutto il necessario per le vacanze in due: una cucina, una dinette trasformabile in letto matrimoniale ed un guardaroba.

Levante Graziella (1962)

Levante Graziella spaccato e distribuzione interna (1962)

Pubblicità della Levante Graziella

 

La sua forma arrotondata e la leggerezza associata alla robustezza sono le sue caratteristiche principali, dovute ad una particolare tecnologia costruttiva che prevede l’uso di un procedimento d’avanguardia: la scocca è realizzata con due gusci in vetroresina (PRFV), inattaccabili dagli agenti atmosferici, resistenti agli urti e di facile riparazione, uniti da un’unica giunzione perimetrale.

La coibentazione è garantita dalla presenza di poliuretano ad alta densità (PUE) a bassissimo coefficiente di conducibilità termica (0,04) iniettato con uno speciale procedimento. Internamente un rivestimento in skai, le cui proprietà ignifughe e anticondensa ne rendono ottimale l’uso, rifinisce l’abitacolo.

La maggior robustezza e l’assenza totale di ponti termici, rispetto al tradizionale sistema di assemblaggio a travetti e pannelli, rendono questa caravan molto adatta ad un uso invernale, tanto da garantire una differenza di temperatura con l’esterno fino a 42°C.

La sua forma arrotondata e priva di spigoli le conferisce aerodinamicità e stabilità, permettendo anche un notevole risparmio di carburante, qualità indispensabili per una caravan nata per viaggiare.

 

Il particolare processo costruttivo delle caravan Lander

 

Nel 1965 al Salone della Nautica di Genova viene presentata la Levante Grazia 405, fedele allo stile del marchio ma  molto più luminosa e spaziosa  dei modelli precedenti. La Grazia 405 è dotata di spaziosi cassetti sotto ai divani, che sostituiscono i cassoni con apertura a cassapanca, e di aeratori sul tetto con diverse regolazioni” (da: 4Ruote di marzo del 1965). Il modello è, inoltre, fornito di batteria ricaricabile e di stufa.

Levante Grazia (1965)

 

Gli anni ’70: da Levante a Lander

Nel 1973 il marchio Levante assume la denominazione di Lander.

I nuovi modelli hanno il tetto fisso e la scocca bicolore fino al 1976, anno in cui assumono il classico colore avorio fior di loto.

La Lander bicolore

 

I modelli disponibili sono: Lander 300, 330, 401, 474. Sono dotate di toilette, stufa Truma, cucina con frigo Electrolux.

Gli abitacoli sono eleganti e ben disegnati: i mobili arrotondati di tonalità mogano conferiscono all’insieme un aspetto tipicamente “nautico” nel complesso molto gradevole. Accurate le rifiniture e la robustezza dell’assemblaggio.

Nel 1978 la Lander cresce in altezza, pur conservando la caratteristica forma ad uovo, e il sottile bordo di giunzione tra i due gusci viene sostituito con uno metallico più largo con parabordo centrale in gomma.

I modelli disponibili sono:

·    340 L e Bora con dinette matrimoniale e singola e bagno estensibile;

·    401 Special con dinette matrimoniale e singola e bagno abitabile;

·    401 DS Touring con dinette matrimoniale, dinette a una piazza e mezza e cucina in testa e bagno ad armadio;

·    474 DS con doppia dinette matrimoniale di cui una a ferro di cavallo e servizi centrali;

·    474 L con dinette matrimoniale a ferro di cavallo letto a castello in testa e servizi centrali.

Lander 401 Special

Gli interni della 401 Special

Lander 474

 

La Lander viene definita da 2C, una delle riviste più autorevoli del settore: “una caravan per intenditori. La scocca, realizzata con una tecnologia molto avanzata, si inserisce fra le migliori del mercato sia per i materiali usati sia per la caratteristica linea a ‘guscio di noce’. La copertura in vetroresina infatti garantisce anni e anni di durata e la linea tondeggiante una penetrazione all’aria e una stabilità sorprendenti. Naturalmente questa concezione originale di costruire caravan ha un costo maggiore di quello che si ottiene utilizzando le strutture tradizionali: è l’unico svantaggio di questa tecnologia. Ma chi si propone di percorrere molti chilometri all’anno, chi vuole usare la caravan anche sulla neve, chi ha intenzione di sfruttarla a lungo (praticamente senza spendere un soldo di manutenzione) o comunque desidera rivenderla poi ad un prezzo sostenuto, può tranquillamente affidarsi a questa Lander. Spendendo oggi qualche soldo in più, con la sicurezza però di risparmiare rispetto al domani contenendo la svalutazione e limitando le riparazioni.”

Queste parole, a distanza di più di trent’anni si sono rivelate quanto mai vere a giudicare dall’elevato numero di Lander ancora in circolazione, dalla loro ricercatezza sul mercato dell’usato d’epoca e dalla tenuta del prezzo che la fa considerare alla stregua di un investimento.

 

Gli anni ‘80

Negli anni ’80 prosegue la produzione del decennio precedente e i modelli di Graziella sono sei e rimarranno in produzione fino al 1984:

·    340 Bora con dinette matrimoniale e singola e bagno estensibile;

·    401 OL con grande dinette matrimoniale e servizi in testa;

·    401 Special con dinette matrimoniale e singola e bagno abitabile;

·    401 DS Touring con dinette matrimoniale, dinette a una piazza e mezza e cucina in testa e bagno ad armadio;

·    474 S con doppia dinette matrimoniale di cui una a ferro di cavallo e servizi centrali;

·    474 SL con dinette matrimoniale a ferro di cavallo letto a castello in testa e servizi centrali.

Nel 1983 la Lander presenzia il Salone Caravan Europa di Torino puntando soprattutto sulle caratteristiche di leggerezza e trainabilità dei suoi modelli, tanto che ne espone una Lander 340 su una gigantesca bilancia che riporta il peso di soli 550 chilogrammi. Per mostrare l’originale tecnologia costruttiva mostra invece una Lander 474 segata in più parti.

 

Lander al Salone Caravan Europa di Torino (1983)

 

Nel 1985 questo modello, ormai consolidato, cede il passo alla moda del momento che predilige forme più squadrate: nasce così la nuova Lander Lineatre, in un periodo in cui le vendite di caravan in Italia subiscono un sempre più veloce declino che porterà alla chiusura o alla riconversione di tutti i marchi italiani produttori di caravan.

I modelli proposti si restringono a tre:

·    401 con dinette matrimoniale e singola e servizi centrali;

·    474 S con doppia dinette matrimoniale, di cui una a ferro di cavallo, e servizi centrali;

·    474 SL con dinette matrimoniale a ferro di cavallo, letto a castello in testa e servizi centrali.

Nello stesso anno, a fianco alla produzione di Lineatre il marchio lancia una nuova gamma speciale ed esclusiva che chiude in bellezza la produzione: si tratta della Lineatre Pierre Cardin (prodotta nelle due misure 401 e 474) con il design firmato dal celebre stilista. Sono caravan particolarmente accessoriate e di elevata qualità, ma anche molto costose, una scelta forse non riuscitissima in un momento di crisi come questo.

   

Lander Linea tre

Lander Pierre Cardin (1985)

 

Alla fine degli anni ‘80 la fabbrica della Lander produce le ultime caravan prima di essere riconvertita alla produzione di cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani.

Oggi le caravan Lander vantano molti estimatori, collezionisti e persino club di proprietari del marchio - soprattutto nel nord Europa - che contribuiscono a mantenere alto il prestigio di queste roulotte italiane considerate eccezionali per manovrabilità, solidità, leggerezza e per una tecnica costruttiva davvero innovativa ed unica.

S.M.

 

Intervista ad un responsabile Lander

 

Il sig. Gianfranco Vianello è stato il responsabile della costruzione delle caravan Levante- Lander e, in un secondo tempo, l’addetto all’assistenza e all’istruzione del personale per le riparazioni per i concessionari di tutta Europa. Contattato da me personalmente, ha avuto la gentilezza di rispondere ad alcune domande, concedendomi un’intervista che considero davvero preziosa.

D.: In che periodo lei ha lavorato alla Lander?

R.: dal 1973 fino 1980 poi ho fatto assistenza sempre per loro fino 83 poi ho chiuso e cambiato attività.

D.: Quali modelli Lander si producevano in questo periodo?

R.: Fino il 76-77 gli stessi modelli della ditta Levante, poi abbiamo modificato lo stampo della 330 con la 340 eliminato la 300 e costruito un nuovo stampo per la 401in seguito modificandone anche l’ altezza. Per quanto riguardano le date sono molto incerto, sa l’ età avanza e... L’ ultimo modello è stato la 474.


D.: è vero che i mobili erano progetto esclusivo Lander?

R.: Si i mobili erano costruiti da una ditta individuale all’ interno della Lander.


D.: Per i componenti vi appoggiavate a ditte esterne o l’azienda li produceva in proprio?
R.: I componenti erano forniti da ditte esterne.


D.: Più o meno quante caravan al giorno venivano prodotte?

R.: Dal ‘77 all’80 ero responsabile io e si costruivano 8 caravan complete al giorno.

D.: Può descrivere sommariamente il processo costruttivo delle caravan Lander?

R.: Cerchi di immaginare una padella, all’interno questa era trattata con della cera d’api per sei o sette volte. Veniva poi verniciata con resina colorata, in questo caso di bianco bicomponente, e il tutto messo in un forno a temperatura di circa 45 gradi.

Poi si passava alla resinatura che consisteva in un macchinario formato da una pistola che spruzzava la resina incolore. Lei ha presente come funziona la pistola del pittore di carrozzeria? Fa un getto verticale e si muove da destra a sinistra e viceversa. Questa invece aveva il getto orizzontale e sopra c’era una taglierina che tagliava un filo di lana di fibra di vetro e la depositava sopra il getto della resina, con dei rulli poi si faceva aderire il tutto sopra lo stampo colorato (la padella), riportato al forno e, una volta asciutto, con l’ aiuto dell’aria di un compressore si estraeva il guscio.

Ringrazio il sig. Gianfranco Vianello per la sua cortesia e per averci così chiaramente descritto un processo costruttivo unico nel suo genere.

S.M.

Fonti documentarie e iconografiche:

 

Rivista Caravanning mag. ‘79

Rivista 2C set. ’83, lug. ’84, nov. ’84, gen. ’85, feb. ’86, mag. ‘87

Rivista 4Ruote lug. ’60, ago. ’60, ago. ’62, mar. ’65, mar. ‘79

Almanacco Roulotte & camper ’85, ‘86

http://www.graziella.dk

http://www.lander-graziella.nl